La governance nei distretti produttivi italiani

La governance dei distretti veneti: una best practice

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Esperienze consolidate in Veneto (regione considerata l'area di riferimento del modello distrettuale) enfatizzano il ruolo chiave di una governance opportunamente strutturata sulle esigenze dei distretti stessi e che preveda la presenza di:

1.

un organo di rappresentanza e di responsabilità, come, ad esempio, il Comitato di distretto, nel quale coinvolgere rappresentanti delle imprese e delle associazioni di categoria, degli enti locali, delle Università e degli enti di ricerca;

2.

un organismo attuatore, che raggruppi le imprese e che svolga le attività previste dal piano strategico di sviluppo del Distretto.

In generale, i distretti così caratterizzati, nei quali è presente almeno una struttura di coordinamento per l'attivazione delle politiche complessive del Distretto, riescono più efficacemente a pianificare il proprio sviluppo e a darsi una strategia progettuale.

La normativa non stabilisce vincoli alla struttura gestionale dei distretti.

Nel Veneto, le figure di rilievo che operano nei distretti sono gli attuatori del «Patto per lo sviluppo del Distretto» che ha dato origine al distretto.

Ciascun Patto di Distretto ha un proprio promotore che si è fatto carico di presentarlo in Regione ed è riconosciuto come il Responsabile del Distretto, cioè è il soggetto che lo rappresenta e ne assicura la coerenza strategica (art. 6, L.R.5/2006). Il promotore ha essenzialmente un ruolo di rappresentanza e responsabilità ma non gestisce le attività del distretto, almeno non direttamente.

La gestione operativa è, infatti, affidata in genere ad uno o più attuatori.

Gli attuatori sono, per la maggior parte, persone già impegnate in un'azienda del distretto (in veste di titolari o di dirigenti) oppure in associazioni di categoria che si prestano per gestire progetti distrettuali e costituiscono figure professionali in grado di coordinare le attività di una pluralità di attori territoriali.

La funzione degli attuatori è quella di pianificare, gestire, coordinare e verificare le attività e la realizzazione dei progetti distrettuali. In particolare, le attività principali svolte sono:

promozione del distretto (organizzazione e partecipazione a fiere ed esposizioni);

ricerca di finanziamenti per lo sviluppo di progetti;

gestione dei progetti di ricerca e sviluppo finanziati;

gestione dell'osservatorio del distretto;

trasmissione di informazioni alle aziende;

cura dei rapporti tra le aziende e tra queste e l'ente «distretto», stimolando la partecipazione alle attività distrettuali e la realizzazione di attività comuni, agendo come animatori e da punto di riferimento del distretto.

In questo modo, possono essere garantite ad ogni impresa, indipendentemente dalle sue dimensioni, servizi, opportunità commerciali, visibilità, garanzie e relazioni. Altre attività riguardano la gestione dei rapporti con gli enti locali, con le associazioni di categoria, le camere di commercio e con possibili partner per la fornitura, la ricerca scientifica e lo sviluppo di opportunità commerciali a favore delle aziende del distretto.

Gli attuatori, in primo luogo, devono essere in contatto con tutte le componenti del distretto, il che significa: saper ascoltare le esigenze di aziende ed enti; conoscere l'economia e gli equilibri produttivi specifici del territorio; costituire e gestire la rete di relazioni necessaria a muoversi efficacemente per la realizzazione delle attività.

Presso la Giunta regionale del Veneto, è istituita la Consulta dei distretti (di cui all'art. 9 della L.R. 5/2006), che è l'organismo di partecipazione dei distretti alla fase di realizzazione e monitoraggio dei Patti di sviluppo territoriale (i cui criteri di redazione e presentazione sono stati definiti dalla D.G.R. 1210/2003 successivamente integrata dalla D.G.R. 281/2004). La consulta è composta dai rappresentanti individuati da ciascun Patto, da un rappresentante per ciascuna delle associazioni previste dal tavolo di concertazione regionale ed è presieduta dall'assessore competente in materia di politiche per l'impresa, che la convoca.

Distretto VeronaProntoModa
Nell'ambito del Distretto VeronaProntoModa il soggetto promotore è il «Consorzio della Moda della provincia di Verona» (CdM) che, attraverso la propria struttura di segreteria ed amministrazione, assicura il collegamento fra le aziende del Patto che costituiscono il comparto di riferimento per il Distretto (e fra queste e le aziende del distretto) e coordina le iniziative comuni e la concertazione di progetti ed azioni.

Il Consorzio è nato nell'anno 2000 da un ristretto gruppo di imprenditori locali che hanno manifestato l'esigenza di creare sinergie per dare risposte concrete alle problematiche comuni, dalla ricerca di personale specializzato alla partecipazione a fiere internazionali, allo scambio corrente di informazioni e aggiornamenti sul settore.

Il Consorzio ha per scopo quello di fornire servizi, anche nell'ambito del terziario avanzato, diretti a promuovere lo sviluppo, anche tecnologico e la razionalizzazione della produzione, della commercializzazione e della gestione delle aziende.

Come da Statuto, per la realizzazione di tale scopo, il Consorzio assume idonee iniziative per:

la promozione dell'attività di vendita delle imprese consorziate attraverso l'organizzazione e la partecipazione a manifestazioni fieristiche, lo svolgimento di azioni pubblicitarie, l'espletamento di studi e ricerche di mercato, l'approntamnento di cataloghi e la predisposizione di qualsiasi altro mezzo promozionale ritenuto idoneo;

l'assistenza e la consulenza per il miglioramento ed il controllo della qualità e la prestazione delle relative garanzie;

l'effettuazione di corsi di formazione ed aggiornamento finalizzati alla preparazione del personale;

lo sviluppo di altri servizi, nell'interesse delle imprese, indicati all'art. 20 della L.317/91 od individuati dall'assemblea del Consorzio, attività editoriali, di tipo cartaceo e informatico, nonché gestione dei mezzi di comunicazione.

Il CdM si avvale di una struttura organizzativa composta da un Direttore, un responsabile EDP per la gestione del Portale della Moda, una segretaria amministrativa, un ufficio stampa, un'agenzia di comunicazione specializzata nel settore fashion. Il Distretto ha una sede operativa presso gli uffici del Consorzio della Moda ed una di rappresentanza, dove si svolgono le principali iniziative pubbliche e l'attività di formazione, in quanto sede di un Meeting Center e dotata di aule attrezzate dedicate alla formazione.

Il Rappresentante di Distretto, secondo quanto previsto dalla L.R.8/2003 e successive novellazioni, attraverso la struttura operativa del Consorzio della Moda, in qualità di soggetto promotore e gestore, rappresenta la realtà del Distretto, sia nei confronti degli Enti politici che economici di riferimento che rispetto le medesime realtà imprenditoriali che partecipano al Patto di Distretto; inoltre si fa carico della promozione e divulgazione della Programmazione Distrettuale affinché la progettualità, i risultati delle attività svolte e beni conseguiti risultino accessibili a tutte le componenti produttive, sindacali e rappresentative locali aderenti al Distretto medesimo.

Distretto Veneto del Condizionamento e della Refrigerazione industriale
All'interno del Distretto Veneto del Condizionamento e della Refrigerazione industriale è stata costituita la società consortile a responsabilità limitata «Distretto Veneto Refricold s.c.a.r.l.» (che riunisce 48 aziende e 6 enti), che rappresenta le aziende e gli enti coinvolti nel progetto di sviluppo distrettuale e che svolge la gestione operativa dei progetti e dei servizi.

Quanto alla forma giuridica, la scelta di costituire una società consortile a responsabilità limitata, si motiva per il fatto che consente di coniugare gli scopi mutualistici propri del consorzio, favorendo la reciproca collaborazione fra gli imprenditori con i vantaggi (es. beneficio della limitazione della responsabilità) propri delle s.r.l. Il Consiglio di amministrazione di Refricold s.c.a.r.l è l'organo amministrativo della società consortile e del Distretto nonché l'organo di controllo al quale è affidato il compito di definire le strategie e i piani di sviluppo della filiera e di approvare le iniziative e le progettualità proposte dall'Assemblea dei soci e dai rappresentanti delle categorie. Il CdA rappresenta, attraverso i consiglieri nominati, le 4 associazioni di categoria di riferimento del Distretto, due delle quali appartengono al sistema confindustriale: Unindustria Padova e Assindustria Belluno e due alle categorie artigiane, CNA di Padova e UPA di Padova.

Al fine di rendere congruo ed efficiente il coordinamento interassociativo, soprattutto nell'ottica di coinvolgere nelle iniziative il più alto numero possibile di aziende aderenti al Patto, nel 2005 è stato istituito il Tavolo Tecnico Associativo (TTA), organo di coordinamento che attraverso la rappresentanza di funzionari tecnici delle associazioni di riferimento funge quale organo di valutazione, analisi e definizione delle progettualità del distretto da sottoporre all'approvazione del CdA. Nel 2006 è stata istituita la Segreteria Tecnica (ST) del Distretto a cui è affidato il compito del coordinamento delle iniziative in corso e della gestione della comunicazione tra il Distretto, gli organi di rappresentanza e le aziende del territorio. Nel quadro delle attività gestite da Refricold Scarl, legate alla gestione del distretto, è rilevante il ruolo assunto dal Rappresentante, interlocutore privilegiato del CdA che mantiene la funzione di garante del Patto e concorda con il CdA le priorità sulle attività nella logica dello sviluppo.


Autore: Patrizia Pastore - Ricercatore di Economia aziendale, Facoltà di Economia - Università della Calabria
Fonte: Amministrazione & Finanza - Ipsoa Editore, n. 11, Giugno 2008

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