XBRL: migliorare la fruibilità dell’informativa di bilancio

XBRLP in Italia e gli elementi tecnici

Elementi tecnici dell’XBRL

Per trasformare un (unico) blocco di testo in un insieme di dati elaborabili e comunicabili con report standardizzati, si utilizza un’istanza di documento XBRL. Quest’ultima descrive i fatti finanziari, i valori numerici e scompone le voci di bilancio e gli elementi dell’informativa finanziaria in concetti codificabili con etichette univoche, cioè marcatori (tag, indicati con i simboli <…>, Tavola 1) che, oltre al riconoscimento, forniscono informazioni aggiuntive sulle caratteristiche dell’elemento (ad esempio valore espresso in valuta, percentuale o frazione). Attraverso l’uso dei marcatori è possibile raccogliere ed elaborare i dati passando da un sistema di tipo manuale a uno automatizzato. L’evidente vantaggio è sia in termini di abbattimento dei costi sia dei possibili errori commessi durante tali analisi. Se la struttura del codice è fissa, le etichette create e il loro significato cambiano in base alla lingua (ad esempio, net profìt e profitto netto), agli schemi contabili nazionali di riferimento, etc.. La descrizione e la codifica in XBRL vale anche per i valori economici assunti dalla voce contabile la cui quantità può essere ricalcolata considerando le interazioni tra i diversi elementi identificati. L’elenco dei concetti e dei loro attributi usati per codificare l’informativa finanziaria in formato XBRL compongono un dizionario detto tassonomia. Per esempio, per ogni voce contabile presente nel prospetto di bilancio, si crea lo schema della tassonomia in cui ciascun elemento, <xsd:element>, definito da alcune informazioni come il tipo di dato e il saldo della voce. La tassonomia è completata dall’insieme di relazioni che intercorrono tra i concetti, dette linkbase, composti da identificativi, archi, etc..
XBRL è un linguaggio privo di costi di proprietà o di licenza e uno strumento a elevata flessibilità: è sufficiente programmare correttamente il codice per estendere il linguaggio (extensible language) adeguandolo alle singole necessità di impresa. Dunque, pur essendo uno standard, la sua capacità di adattamento al contesto non vincola all’uso di particolari report finanziari. Inoltre, non sono necessari specifici requisiti aziendali d’uso.
All’attuale versione 2.1 dell’XBRL, nel corso del 2008 si è affiancato il dialetto XBRLS proposto da Charlie Hoffman e Rene van Egmond per semplificare l’uso e l’adozione del linguaggio ai numerosi soggetti coinvolti nel cambiamento del financialreporting.

Tavola 1

Si veda XBRL International, A small example of XBRL,http://www.xbrl.org

XBRL in Italia

La diffusione del linguaggio XBRL ha interessato ufficialmente l’Italia il 27 settembre 2006 quando dodici rappresentanti dell’intero sistema economico-finanziario nazionale (Abi, Aiaf, Ania, Assonime, Banca d’Italia, Borsa Italiana, Confindustria, Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, Consiglio nazionale ragionieri e periti commerciali, Isvap, Organismo italiano di contabilità, Unioncamere1) hanno costituito l’«Associazione italiana per lo sviluppo e la diffusione di tassonomie e di standard tecnologici in campo economico-finanziario»2. Quest’ultima ha lo scopo primario di accelerare e semplificare il lento e costoso processo di condivisione, interpretazione ed elaborazione di dati e informazioni.
La giurisdizione (provvisoria) è stata accreditata da XBRL International il 20 maggio 2007 ed ha sede presso l’Organismo Italiano di Contabilità (OIC). I tavoli di lavoro che compongo la struttura organizzativa e attualmente operativi sono i seguenti:

«imprese quotate/principi contabili internazionali » con lo scopo di predisporre la tassonomia italiana per le imprese non finanziare in conformità a quella sviluppata dallo IASC Foundation e compliance con le indicazioni della Consob, dell’OIC e della normativa italiana. Infatti, per le società con l’obbligo di redigere il bilancio secondo i principi contabili internazionali (D.Lgs. n. 38/2005) si applica la tassonomia ufficiale IFRS, approvata da IASCF/ IASB e periodicamente aggiornata;

«imprese non quotate/principi contabili nazionali » con lo scopo di predisporre una tassonomia per le società di capitale che non seguono i principi contabili internazionali IAS/IFRS;

«pratica elettronica di fido», per migliorare l’efficienza informativa (processo di produzione e trasmissione) tra i soggetti operanti nell’area del credito (erogazione e gestione) delle piccole e medie imprese;

«nucleo tecnologico», con lo scopo di monitorare l’area IT in tema di reporting. Il 9 giugno 2008 esso ha analizzato la tassonomia sviluppata per i bilanci delle società non quotate (stato patrimoniale comprensivo di conti d’ordine e conto economico3) e l’ha ritenuta candidabile, previo parere dell’OIC, a livello internazionale, secondo criteri di riconoscimento (validità tecnica e documentazione), rispetto delle linee guida ufficiali, assicurazione di qualità e testing, revisione aperta4.


Autore: Enzo Rocca e Chiara Cornalba - Deltas Gruppo bancario Credito Valtellinese
Fonte: Amministrazione & Finanza - Ipsoa Editore, n. 21/2008

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1Da gennaio 2008 i fondatori sono 11, in seguito alla fusione tra Ordine dei Ragionieri e Ordine dei Commercialisti. Ad essi si sono aggiunti i seguenti soci ordinari (agosto 2008): ACBI, ASSIREVI, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Centrale dei Bilanci, Confapi, Federconfidi, FITD, ISTAT, Legacoop, Patti Chiari, Università degli Studi di Trento e Confcooperative (XBRL Italia, Newsletter n. 2, giugno-agosto 2008, http://www.xbrl.org/it).
2Si veda XBRL Italia, http://www.xbrl.org/it.
3La Nota Integrativa sarà definita in fase successiva.
4Si veda XBRL Italia, op. cit..

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