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Le Pmi italiane e l'IctÈ da osservare che le Pmi stanno traendo interessanti benefici dall'Ict, dal punto di vista del superamento delle barriere territoriali informative e comunicative. Tuttavia, esse, pur disponendo di conoscenze critiche di processo e di rilevanti capacità di innovazione, si rivelano spesso incapaci di innovare e valorizzare l'Ict in una prospettiva più ampia. Infatti, le Pmi fanno un limitato ricorso alle tecnologie di rete, come si evince da numerose ricerche; esse dimostrano di preferire percorsi di investimento progressivi e oppongono un sostanziale rifiuto alle soluzioni tecnologiche di maggiore impatto sulle strategie e sui modelli organizzativi dell'impresa. Tuttavia, pur con questi limiti, sembra che le Pmi abbiano iniziato un iter di crescita tecnologica che va modificando progressivamente il loro modo di fare impresa.
Il parco delle applicazioni è estremamente eterogeneo. Una quota rilevante di imprese presenta un basso livello di sviluppo delle applicazioni: un'impresa su tre utilizza solo pacchetti elementari, idonei a gestire attività di base, quali amministrazione e contabilità, talvolta integrati con sviluppi ad hoc. A cura di Amedeo De Luca - Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano TAG:
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