Contributi figurativi, pensione ok

Un break forzato dal lavoro non pregiudica la pensione. Nei periodi in cui il lavoratore non può svolgere la normale attività lavorativa (per esempio perché in malattia, in maternità, o disoccupato o in cassa integrazione ecc.), e perde dunque diritto al versamento sul suo conto previdenziale (Inps o Inpdap) dei contributi a suo carico e a carico del datore di lavoro, è lo Stato che interviene e che gli garantisce comunque la copertura assicurativa per il diritto alla pensione. La formula si chiama contribuzione figurativa.
Nonostante senza lavoro o nonostante a riposo, l'Inps continua a conteggiare e ad accreditare sul conto assicurativo dei lavoratori i contributi utili alla pensione. Con qualche differenza, però, tra ipotesi e ipotesi.

Contribuzione virtuale. Gratis

I contributi figurativi sono contributi fittizi, nel senso che non sono stati versati né dal datore di lavoro né dal lavoratore, ma che vengono comunque accreditati dall'Inps sul conto assicurativo del lavoratore per periodi in cui si è verificata ...
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Disoccupazione, mobilità e cig

Diverse, dunque, sono le ipotesi di contribuzione virtuale. Quelle più ricorrenti e relative a periodi in cui viene meno l'attività lavorativa sono la disoccupazione, la mobilità e la cassa integrazione guadagni.

I contributi figurativi sono validi a tutti gli effetti sia per raggiungere il diritto alla pensione sia per calcolarne l'importo. Tuttavia, in determinate ipotesi i contributi figurativi «contano» meno.

A cura di Daniele Cirioli
Fonte: ItaliaOggi Sette - 27 Agosto 2007

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