Lavoro, vale il rendiconto periodicoConfini labili tra l'associazione in partecipazione e il lavoro subordinato. Vale la volontà delle parti espressa nel contratto (il nomen iuris), ma resta tuttavia soltanto uno degli elementi da valutare per individuare il vero rapporto che le parti hanno voluto instaurare. Ciò che più vale è l'obbligo del rendiconto periodico e l'esistenza di un rischio per l'associato. Lo precisa la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 9264/2007, ha affrontato il problema del confine esistente tra i due rapporti di lavoro enunciando nuovi principi in materia. In tale contesto, spiega la Corte cassazione, il nomen iuris risulta solo uno degli elementi da valutare al fine di individuare l'esatta volontà delle parti e con essa il vero rapporto di lavoro che le parti hanno voluto instaurare. A cura di Daniele Cirioli
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