![]() |
Rubrica legaleApprofondimenti su leggi nuove e in discussione, cosa cambia per il mondo delle aziende e le ripercussioni commerciali dei provvedimenti che affollano la Gazzetta Ufficiale. A cura di professionisti del mondo legale, i decreti e le leggi tradotte in un linguaggio comprensibile a tutti. NovitàLa Tariffa di Igiene Ambientale è chiamata pian piano a sostituire la Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani (cd TARSU). Essa è disciplinata dal Codice Ambientale (D.Lgs. nr.152/2006). Nuove regole per le notifiche di tutti gli atti a mezzo posta. Nel caso, quindi, non venga consegnato l’atto direttamente al destinatario sono previsti una serie di incombenti per il soggetto incaricato alla notifica. Nonostante il decreto milleproroghe abbia praticamente sanato le cartelle di pagamento c.d. “mute” ciò non esime il Concessionario della Riscossione dall’obbligo di indicare il responsabile del procedimento negli altri atti dallo stesso emessi: ossia il Fermo amministrativo sui veicoli e l’iscrizione ipotecaria sui beni immobili del contribuente. Ogni anno per molti cittadini si ripropone il problema della richiesta, da parte dei Comuni, della Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani, anche relativamente a periodi d’imposta non proprio recenti. È importante sapere, quindi, che in materia di tassa sui rifiuti, l’importo del tributo è dovuto entro l’anno successivo a quello nel corso del quale è prodotta la predetta denuncia. In questi ultimi mesi si è abbattuta una vera e propria tempesta sugli agenti della riscossione. Tutto ciò ha avuto inizio da un’Ordinanza del 9 novembre scorso della Corte Costituzionale, la quale ha dichiarato che “l'obbligo imposto ai concessionari di indicare nelle cartelle di pagamento il responsabile del procedimento, ... ha lo scopo di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa, ... e la garanzia del diritto di difesa”. "Non sono assoggettati all’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) i professionisti e i lavoratori autonomi che non si avvalgono del lavoro altrui e che posseggono beni strumentali ridotti”. Questo è il principio espresso da una recentissima sentenza della Corte di Cassazione (sent. nr.1414 del 23 gennaio 2008) la quale contribuisce a dare ancora maggior sostegno a quella che sembra essere ormai la posizione dominante in materia. Nella vita di tutti i giorni può accadere a qualsiasi cittadino/contribuente di imbattersi in un atto impositivo della Pubblica Amministrazione. In tal caso il destinatario dell’atto, qualora ritenga che questo sia illegittimo, ha l’onere di attivarsi per chiederne l’annullamento entro un termine stabilito per legge. Tuttavia, occorre evidenziare come in questi anni si è fatto largo un importante istituto che, a certe condizioni, può venire incontro al cittadino/contribuente il quale, per i motivi più svariati, non è riuscito a proporre ricorso entro i termini prescritti. Durante la fase della riscossione la figura del responsabile del procedimento acquisisce un’importanza fondamentale, tanto che la sua mancata indicazione sulla cartella di pagamento ne comporta l’illegittimità. L’Italia è stata il primo paese dell’Unione Europea a recepire la direttiva sulle pratiche commerciali sleali, approvando i Decreti Legislativi del 2 agosto 1007 n. 145 e n.146, Ne abbiamo parlato negli ultimi articoli pubblicati da questa rubrica e abbiamo visto che questi due importanti decreti legislativi sono entrati in vigore il 21 settembre 2007 Con la direttiva 2005/29/CE in materia di pratiche commerciali sleali si è rafforzata la tutela dei consumatori europei. I dati raccolti a livello comunitario mostravano la carenza di fiducia dei consumatori per la tutela non uniforme dei loro diritti specie negli acquisti internazionali. Tempi duri per chi utilizza prassi commerciali sleali, offrendo prodotti ‘porta a porta’, per telefono o attraverso un sito web anche se posto all’estero. Il Governo italiano il 27 luglio scorso ha approvato due decreti legislativi in materia e con questo via libera l’Italia è tra i primi paesi a recepire la Direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali. Nelle ultime settimane del 2006 il Garante ha definito, per la prima volta in modo univoco, le misure e i criteri per disciplinare la raccolta e l'uso dei dati personali nella gestione del rapporto di lavoro. Il Garante ha deciso di intervenire anche in seguito a numerose istanze di lavoratori, organizzazioni sindacali e imprese, formulando delle vere e proprie linee guida per il trattamento dei dati dei dipendenti. Leggiamole. Qual è la validità delle licenze software in modalità preinstallato? Sono cedibili da un computer all'altro? L'Avv. Simona Lavagnini, Consulente legale BSA Italia, commenta un articolo dell'Avv. Carlo Piana e risponde a queste e altre domande. Volete verificare se quello che pensate circa l’uso dei computer nei luoghi di lavoro è vero o falso? Dopo aver dedicato un articolo ad esaminare le questioni generali in gioco legate a questo tema, facciamo un test per fissare alcuni punti fermi e sfatare alcuni luoghi comuni. Abbiamo parlato nel precedente articolo di come dovrebbe essere regolamentato l'uso di Internet sul posto di lavoro. Ora ci chiediamo: fino a che punto è possibile usare internet in ufficio? Cosa può fare il datore di lavoro per sensibilizzare i dipendenti rimandendo nella legalità? Come va regolamentato l’uso di Internet sul posto di lavoro? La risposta non è semplice perché, su questo terreno, entrano in conflitto due interessi, ugualmente tutelati dall’ordinamento, ma in sostanziale contrasto tra loro. La tecnologia ha reso molto semplice copiare e riprodurre perfettamente documenti, file musicali ed immagini a bassissimo costo; così è sempre più difficile proteggersi da chi viola le norme del diritto d’autore. Ma la legislazione arriva in soccorso agli autori. Il famoso decreto milleproroghe contiene modifiche molto importanti alla normativa sulla privacy, in particolar modo per le aziende che inviano comunicazioni via posta ai loro clienti. Vediamo come. Quando un link nasconde insidie giuridicamente rilevanti? Questa è una domanda rilevante per chiunque crei un sito internet per promovere la propria attività, per offrire prodotti e servizi o semplicemente per comunicare con gli altri. |