
Dovete scrivere il testo di benvenuto o le news per l'home page del sito della vostra azienda? Il budget non vi consente di ricorrere a un professionista della tastiera?
Tipico, succede spesso anche a me. Ho pensato quindi di preparare alcune regole di sopravvivenza per il web writer "fai da te".
Leggere il webLe persone leggono in modo differente sul web. Il motivo principale è che la lettura su schermo è fastidiosa. Data la bassa risoluzione del monitor e la necessità di "scrollare" la pagina, molti lettori danno solo una veloce occhiata ai contenuti presenti sul video e, se li ritengono degni di approfondimento, li stampano. Chiarezza è la parola chiaveScrivere per il web richiede uno stile differente rispetto al mezzo cartaceo: per catturare l'attenzione del lettore bisogna pensare ai contenuti come a segnali che dicano immediatamente di cosa si parla e che rendano subito chiaro il contenuto di ogni pagina del sito. A titolo esemplificativo, ecco alcune linee guida sulla redazione di testi in ottica web.
Questione di stileTorniamo al sottotitolo di questo articolo, il cui tono misterioso viola apertamente le regole del web writing, improntate alla massima chiarezza e onestà nei confronti del lettore. Internet impone la brevità, bisogna alleggerire i paragrafi, usando un linguaggio sobrio, senza ridondanze. Per citare George Orwell: "se puoi tagliare una parola, tagliala sempre". Senza esagerare, però. Una volta avuta l'attenzione dell'utente, diamogli la possibilità di leggere di più. Ma solo ai livelli profondi dell’ipertesto: ai primi livelli - titolo, sommario, paragrafo con la notizia essenziale - la sintesi la fa da padrona. Non abbiate timore di abbondare con i verbi. Nel web indicano le azioni più importanti: clicca, vai, torna, scarica, accedi, registrati, contatta, rispondi. Addirittura all’imperativo, ma senza quel tono perentorio che avrebbe sulla carta. Oppure all’infinito, facile e musicale (-are, -ere, -ire). Oltre ai verbi, potete dare ritmo ai vostri testi con la punteggiatura. I due punti annunciano, spiegano ciò che segue. I puntini di sospensione, allusivi... invitano al clic. Il punto esclamativo si spreca nel web (gratis! scarica qui! provalo subito!). Il punto di domanda è spesso adatto ai titoli (Sai tutto sull’Euro? Dove andiamo stasera?), e alle formule di apertura o di chiusura: sa aprire una relazione con il lettore, come nelle Faq (Frequently asked questions). Un altro consiglio, particolarmente valido se la vostra attività si estende oltre i confini nazionali, è quello di pensare in termini globali. Ricordate che state scrivendo documenti per il World Wide Web e che il vostro pubblico potrebbe non riconoscere termini e convenzioni specifiche del vostro piccolo angolo di mondo. Per esempio, quando citate delle date, è meglio esplicitarle per evitare confusione, quindi "12 marzo 2006" invece di "12/03/2006", che un americano potrebbe interpretare come "3 dicembre 2006". Ma in pratica come funziona?Per concludere, ecco un esempio di revisione di un testo in ottica web. Se affidiamo a una persona che si occupa di comunicazione la redazione di una news che tratti dei luoghi più visitati di Milano nel corso del 2005, scriverà più o meno così: La città di Milano è ricca di siti di grande interesse storico e culturale, riconosciuti in tutto il mondo, che ogni anno attraggono vere e proprie folle di visitatori entusiasti. Nel 2005, alcuni dei luoghi più visitati sono stati il Duomo (xxx visitatori), la Pinacoteca di Brera (xxx visitatori), il bellissimo Cenacolo di Leonardo (xxx visitatori), il recentemente restaurato Castello Sforzesco (xxx visitatori) e la basilica di S. Ambrogio (xxx visitatori). Una volta passata sotto la cesoia del web writer, la news diventerà: Nel 2005, cinque dei siti storico/culturali più visitati di Milano sono stati:
Consiglio sempre di chiudere una news con un "invito alla azione", che stimoli il lettore a cliccare e a leggere il resto (nel nostro caso, potrebbe essere "leggi l'articolo completo e scarica il pdf con i dati della ricerca"). FontiEcco le fonti di ispirazione cui ho attinto nello scrivere questo articolo, ma c’è anche farina del mio sacco, credetemi!
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