Episodio 39

Apriamo con una notizia che arriva da Milano: le piccole imprese si tingono di rosa. Ad affermarlo lo studio “Donne e tecnologia: binomio per lo sviluppo” promosso dalla Camera di Commercio di Milano, per indagare il gender divide nel tessuto imprenditoriale locale.Sono 42 su 100 le donne decision maker nelle micro e piccole aziende del terziario milanese. A sorpresa la città di Milano mantiene un più alto divide di genere per le posizioni manageriali rispetto alla provincia: la percentuale di donne ai posti di comando scende infatti di ben dieci punti sotto la media regionale.L’età sembra invece premiare le ragazze: è proprio nelle fasce d’età più basse che risulta una maggiore distribuzione delle donne. Infatti in 7 casi su 10, le decision maker donne sono under 45.

Ed occupiamoci ora di advertising sul web: i lavoratori d’ufficio sono il target ideale dei pubblicitari. La notizia non deve destare stupore se si presta fede ai dati raccolti nell’ultimo studio Burst Media. Che la navigazione su Internet sia ormai parte integrante di moltissime attività d’ufficio, è infatti confermato da buona parte degli intervistati. Il 22% ha dichiarato che proprio la scrivania è il luogo principale dal quale si connette in Rete. E più di un quarto del tempo trascorso sul web per scopi personali viene sottratto alle ore di lavoro.Insomma esplorare la rete per trovare informazioni e notizie extra lavoro, per fare acquisti o per intrattenere relazioni all’interno dei siti di social networking sembra essere la norma negli uffici. E il valore potenziale di questa fascia di pubblico in termini di acquisti on-line non può essere trascurata.

Approfondimenti:
:: Marketing nell’era del Web 2.0

E parliamo dell’ultima frontiera delle truffe elettroniche. Fino ad oggi siamo stati abituati a riconoscere i casi di phising, cioè e-mail, apparentemente inviate dagli istituti di credito, in realtà finalizzate ad estorcere dati personali e codici di accesso ai conti correnti. Ma ultimamente, strumento di tentata frode sono i servizi di comunicazione su IP: proprio per questo motivo si parla di vishing, cioè phishing telefonico.Come il phising, anche il vishing comincia con l’invio di un’e-mail truffaldina. L’ignaro utente però non viene invitato ad inserire i propri codici di accesso bancari sul sito esca, ma viene invitato a chiamare un numero telefonico. Alla chiamata poi risponde un sistema automatico o addirittura un vero e proprio call center.A lanciare l’allarme Internet Crime Complaint Center, associazione nata grazia ad una partnership con FBI, che parla di crescita allarmante del fenomeno negli ultimi mesi.

Approfondimenti:
:: Sicurezza informatica

E veniamo alla notizia dal mondo Microsoft. Sono stati resi pubblici i dati sulla sicurezza di Windows Vista. L’ultimo sistema operativo Microsoft è risultato meno vulnerabile rispetto ai sistemi concorrenti e anche rispetto a Windows XP.Il livello di sicurezza dei sistemi operativi è stato calcolato sulla base dei bug rilevati. Nel primo anno di vita di Windows Vista, i bug raccolti sono stati soltanto 36, contro i 65 di Windows XP. Molto più numerosi sono stati invece i bachi scoperti nei sistemi concorrenti.

Approfondimenti:
:: Windows Vista ancora vincente nel report sul confronto di vulnerabilità del primo anno

Passiamo al tema dell’e-governement: ancora una chimera per la maggiorparte dei comuni italiani. Le possibilità di sfruttamento delle moderne tecnologie informatiche per facilitare il rapporto fra cittadini e comune, faticano a tradursi in azioni concrete. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio sul cambiamento delle amministrazioni della Sda Bocconi, non è la dotazione tecnologica ad impedire l’attuazione di politiche di e-government: ormai il 60% dei comuni più grandi dispone di un pc per ogni dipendente e 66 comuni su 100 possiedono un sito internet da almeno 5 anni.Il problema sembra essere la scarsa integrazione dei processi. Questo impedisce ai comuni di offrire ai cittadini servizi internet realmente interattivi che consentano la gestione elettronica anche delle pratiche più complesse. Ad oggi infatti sono ancora 96 su 100 i siti web delle amministrazioni comunali che forniscono ai cittadini prevalentemente informazioni.

Occupiamoci adesso di identità digitale. Le combinazioni user e password da ricordare per accedere a servizi web sono sempre in aumento. E gli internauti sono costretti a destreggiarsi fra mille identità fasulle. Proprio per risolvere questo problema è nato lo standard OpenID, un protocollo http secure che consente l’identificazione digitale univoca. Lo standard funziona come un vero e proprio passaporto per internet: le vecchie identità confluiscono in una nuova e unica che consente di accedere a tutti i siti web che abbiano adottato OpenID. OpenId non si basa su cookie o su meccanismi di identificazione lato client, ma su uno standard open source implementabile via web. Promosso da Microsoft, Yahoo!, Google, Sun, VeriSign, Plaxo e AOL, lo standard mira a diventare legge. I vantaggi per gli internauti sarebbero indubbi, mentre le aziende avrebbero a disposizione uno strumento di controllo degli spostamenti dei consumatori all’interno della rete da impiegare per campagne di marketing e comunicazione sempre più mirate.

Parliamo ora di Web 2.0: quali sono gli strumenti più utilizzati dalle aziende? Lo studio di Change Wave Resource ha dato risposta a questa domanda, indagando la realtà aziendale statunitense. Sono 64 su 100 le imprese interessate all’uso di strumenti Web 2.0 nelle proprie attività, ma con un’attenzione disomogenea rispetto alle diverse soluzioni disponibili. Lo strumento collaborativo di maggior successo è il Wiki, già utilizzato in un caso su 4. Blog e sistemi di social network conquistano invece il secondo gradino del podio, con 15 casi su 100. E a sorpresa si piazzano in coda alla classifica i feed RSS, nonostante la facilità di impiego e di implementazione e la garanzia del risultato offerto.

Approfondimenti:
:: Sezione Web 2.0

E passiamo a una notizia che arriva dalla California: fra pochi anni potremmo avere nelle nostre tasche il cellulare a carica corporea. I ricercatori dell’università di Berkley hanno pensato di sfruttare la recente scoperta dei nanotubi in silicio come conduttori di calore, per progettare tessuti per indumenti. Questi particolari vestiti, indossati a contatto con il corpo, permetterebbero di ricaricare le batterie dei dispositivi elettronici, sfruttando l’energia termica prodotta dalle persone."Si può succhiare energia elettrica praticamente ovunque vi sia un minimo di calore che normalmente si disperde" questo è il principio guida su cui si è basata la ricerca del team dell’ing. Majumdar. Meccanismi simili sono già stati impiegati in passato per esempio per ricaricare orologi da polso, senza che fossero neanche immaginabili le eccezionali capacità di trasporto termico dei nanotubi californiani.

Concludiamo con tre semplici consigli per una progettazione efficace dei siti web come canali di comunicazione. Il primo nodo da sciogliere è quello dei contenuti: il sito aziendale infatti non può essere soltanto la trasposizione elettronica delle brochure pubblicitarie. Poi non bisogna perdere di vista il fatto che il sito web non è solo una fonte informativa, ma un vero e proprio strumento di comunicazione con i clienti attuali e potenziali. L’azienda deve essere in grado di utilizzare il proprio portale come canale di scambio paritario con i visitatori. Ed infine è bene ricordare il valore inter-istituzionale dei progetti web: un sito non deve rivolgersi soltanto a clienti e collaboratori, ma deve essere una vetrina rivolta anche a soggetti istituzionali, dai partner ai finanziatori, dalle banche, ai fornitori.

Approfondimenti:
:: Pianificazione di un sito Web efficace

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Cose da fare
5 passi per fare Impresa

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