Le piccole e medie imprese milanesi sono all'avanguardia in Italia per l'uso delle tecnologie, ma il digital divide non può dirsi certamente superato. Anzi, in alcuni settori si fa sentire più che in altri e in particolare a Milano le cose vanno peggio che nel resto della provincia: probabile, secondo gli analisti di Freedata, che hanno realizzato una ricerca su questo argomento per la Camera di commercio di Milano e Assintel, che un po' di ritardo sia dovuto anche al numero minore di donne al comando delle aziende meneghine rispetto a quanto accade fuori città, dal momento che ormai le donne sono le vere responsabili dell'avanzata dell'It nelle imprese. Se si confronta il grado d'uso dell'hi-tech, si nota come le pmi di Milano e provincia facciano un utilizzo elevato nel 18,3% dei casi, un bel risultato rispetto al 12,7% della media italiana, ma anche al 13,8% dell'intero Nord-Ovest. Il digital divide è mostrato dal 30,3% di imprese che, al contrario fanno scarso o nullo uso delle tecnologie, certamente un progresso rispetto al 44% nazionale, ma ancora piuttosto elevato. L'87% delle micro e piccole aziende milanesi del terziario ha almeno un pc; di esse il 96,1% accede a internet e il 47,8% ha un sito web. Si parla di circa 190 mila imprese di Milano e provincia attive nei settori del commercio al dettaglio, del commercio all'ingrosso, dei pubblici esercizi e dei servizi che costituiscono l'universo di riferimento della ricerca. Di esse il 13% (25 mila micro e piccole imprese) non ha ancora il pc. Questa ricerca aveva avuto una prima puntata nel 2005, e allora la mancanza di un computer era registrata nel 18%. I settore che sono più in ritardo sono commercio al dettaglio, in cui ancora il 49,1% è senza pc, e dei pubblici esercizi, al 53,9%. Bene i due settori tradizionalmente più tecnologici: nel commercio all'ingrosso il pc è presente nel 99,5% delle aziende, percentuale che scende lievemente al 97,7% nelle aziende dei servizi, segnando però un recupero di 7 punti rispetto al 2005. Il possesso del pc è però solo il primo passo verso l'accesso alla tecnologia: il vero salto di qualità è costituito dal suo utilizzo, a partire dalla connessione in rete. Quest'ultima è in miglioramento: il 96,1% delle aziende con pc ha un accesso a internet, ormai per il 94,2% a banda larga, con significative differenze all'interno dei settori: il 99,2% del commercio all'ingrosso e il 96,6% dei servizi accedono al web, mentre la cifra scende all'84,6% nei pubblici esercizi e all'80,3% nei commercianti al dettaglio. Questi sono, però, in netta ripresa rispetto al 2005, segnando un miglioramento relativo di quasi 17 punti. Su internet aumentano le transazioni con i fornitori (dal 27,6% del 2005 all'attuale 56,6%) e l'home banking (83,6%), che registra un +30% dovuto soprattutto alla recente normativa che impone il pagamento del modello F24 on-line. In diminuzione invece le aziende che usano il web per interagire con la pubblica amministrazione (35,2% sul totale aziende con connessione alla rete) e l'utilizzo del Voip (33%). Il 47,8% delle aziende con pc, inoltre, ha un sito aziendale. In miglioramento i pubblici esercizi, che dal 16,1% del 2005 passano al 48,2% nel 2007, e dei commercianti al dettaglio, che passano dal 22,6% al 33,8%, percentuale destinata a breve ad aumentare dato che il 31,7% di essi dichiara di avere in progetto la realizzazione del sito entro l'anno. Ancora a livelli poco significativi l'e-commerce: il servizio è presente solo nel 13,4% dei casi. Infine, la ricerca ha considerato la presenza o meno di software per la gestione dell'attività aziendale. La metà delle aziende con pc ha un applicativo gestionale o per la contabilità. In miglioramento anche la presenza di soluzioni per la gestione del magazzino (22,7%), della clientela (20,3%), della logistica (16%) e della forza vendita (11,3%). Ancora limitati i software per la gestione del personale (7,2%), comunque concentrati nelle imprese di più grandi dimensioni. ![]()
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