Videofonini: usare con prudenza

Il Garante per la protezione dei dati personali ha invitato a una maggior cautela nell’utilizzo dei videofonini, ricordando che la legge sulla tutela della privacy (D.Lgs. 196/2003) va applicata anche a questi nuovi oggetti del desiderio degli italiani, e chiarendo una volta per tutte il comportamento da tenere.

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di Andrea Rigon - febbraio 2005

Riassumendo in due righe il parere del Garante, sono da ritenere lecite le videochiamate a uso personale, ma va contro il provvedimento la diffusione delle immagini senza il consenso dei diretti interessati, sia su Internet che attraverso altri media.
Il Garante ha anche proposto una possibile soluzione, invitando le società produttrici di telefonini a sviluppare nuovi dispositivi che rendano evidente che la fotocamera è in funzione, oppure a semplificare il blocco della funzionalità di trasmissione dell'immagine senza interrompere la conversazione.

In base alle nuove direttive a tutela della privacy, diffondere su Internet le immagini e i video ripresi con i videofonini non sarà più consentito, se non con il consenso degli interessati. I videofonini di nuova generazione sono infatti fin troppo "discreti" e spesso è difficile capire se si viene ripresi o meno.
Le videochiamate a uso e consumo personale rimarranno lecite, mentre si dovranno osservare precise regole nel caso in cui si voglia diffondere immagini riprese "abusivamente" oppure sul luogo di lavoro.
Prima di tutto, secondo il Garante, sarebbe opportuno che le imprese costruttrici integrassero nei videofonini nuovi accorgimenti, quali segnali luminosi, per rendere evidente alle altre persone che la fotocamera o la videocamera del cellulare è in funzione. Sarebbe altrettanto opportuno introdurre funzioni per il blocco della trasmissione dell’immagine, senza che per questo venga interrotta la conversazione in corso.
Le funzionalità in dotazione dei nuovi videofonini permettono infatti di effettuare agevolmente le riprese anche durante una conversazione e di trasmetterle direttamente, senza che il soggetto interessato possa accorgersi di nulla. Le immagini e i suoni sono però dati personali che talvolta possono rivelarsi sensibili, per esempio quando riguardano lo stato di salute, la sfera politica, religiosa o sindacale o le abitudini sessuali.

Le funzioni adottate dai telefonini di nuova generazione vanno al di là dell’utilizzo ordinario del cellulare, consentendo di raccogliere, archiviare o condividere immagini e suoni, anche in rete, e diffonderli attraverso strumenti informatici, telematici e televisivi. Rispetto alle fotocamere e videocamere digitali, il collegamento diretto con lo strumento telefonico rappresenta un elemento distintivo non trascurabile, dal momento che permette la diffusione immediata delle immagini.

Di fronte a questo risvolto della cosiddetta "convergenza tecnologica", ecco in dettaglio le regole richiamate dal Garante.
Se le immagini rimangono nell'ambito della sfera personale o circolano solo tra un numero ristretto di persone, non si applica il Codice sulla protezione dei dati personali. Anche in tali casi, però, chi utilizza l’apparecchio è tenuto a rispettare gli obblighi previsti in materia di sicurezza dei dati, a risarcire i danni anche morali nel caso provochi danni a terzi, a non ledere il diritto all’immagine e al ritratto.
Risulta invece illecita la comunicazione sistematica attraverso il videofonino o la diffusione via Internet delle immagini, senza rispettare i diritti degli interessati e chiedere, quando è necessario, il preventivo consenso, libero e informato (che deve essere manifestato per iscritto in caso di dati sensibili).
L’informativa e il consenso riguardano anche eventuali altre persone riprese nelle immagini. Il Garante richiama l’attenzione sull’eventualità che in determinati uffici pubblici, luoghi pubblici e privati o aperti al pubblico, l’uso dei videotelefoni sia inibito. Si tratta di limiti e cautele che possono essere prescritti legittimamente da soggetti pubblici e privati e che, se non rispettati, rendono il trattamento illecito o non corretto. Vengono richiamate garanzie anche per l’uso di immagini in forum o altre forme di aggregazione online.

Come spesso accade, la tecnologia si evolve più rapidamente delle leggi atte a regolamentarne l'uso; il provvedimento del Garante non mette comunque in discussione l'utilità del cellulare in quanto tale ma invita a una maggiore cautela nell'utilizzo delle sue funzionalità più "indiscrete", conciliando il diritto alla privacy con la voglia di digitale degli italiani.

A cura di: TWT - Trans World Telecommunications


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Per approfondire:

La normativa

Il parere del Garante

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