Quando scrivi a un collega, o a tutto il mondo, usa le “emoticon”. Puoi rendere così più chiara e ricca la comunicazione scritta indicando stati d’animo, emozioni ed evitando incomprensioni tanto nell’ambiente di lavoro quanto sul blog aziendale. Ovviamente senza esagerare... Un numero sempre maggiore di italiani rientra nella categoria dei “mobile worker”, i lavoratori che si trovano spesso lontano dall’ufficio e utilizzano le tecnologie mobili, quali cellulari, palmari, laptop, per mantenersi in contatto con i colleghi. E visto che il tempo è tiranno e, soprattutto, limitato, sempre più la comunicazione da vocale si fa testuale: sms, mms, messaggistica istantanea, email, blog post... sono tutti mezzi ampiamente utilizzati per comunicare, anche in ambito lavorativo. Con l'affermarsi del cosiddetto Web 2.0 poi (per una definizione della seconda versione di internet, leggi il bell'articolo di Tim O’Reilly), con gli utenti che da passivi fruitori diventano autori di contenuti, sono sempre più le parole che viaggiano lungo l'autostrada informatica, per esigenze sia ludiche sia lavorative.
Nel primo caso, gli occhi sono disegnati per mezzo dei due punti, il naso utilizzando il segno algebrico meno e la bocca, spalancata in segno di stupore, è disegnata con la vocale "o" maiuscola. Il secondo coincide con il primo se non per l'omissione del naso. Nel terzo caso invece gli occhi sono disegnati con due "o" maiuscole, mentre la bocca è serrata. Alcuni esempiIl numero di emoticon cresce in modo esponenziale ed è ormai raro vedere un sms, un'email, un post su un blog che ne sia privo. Le emoticon classiche restano sempre le migliori, nonché le più conosciute e facilmente riconoscibili. Vediamone qualcuna:
Se già non lo fai abitualmente, magari per paura di sembrare poco professionale, prova ad arricchire i tuoi sms o le tue email con le emoticon. Scoprirai che a volte un “:-)” inserito al posto giusto ti risparmia una bella lite con un collega o una sonora lavata di capo dal tuo superiore. Le emoticon del Sol LevanteIn Giappone, il fenomeno emoticon ha subito una “mutazione”: le faccine vengono utilizzate non solo per esprimere emozioni o stati d'animo ma veri e propri concetti, come "sono arrabbiato ma non voglio che si veda", o anche frasi come "prendiamoci una pausa per una sigaretta".
Un po' di storiaLa prima emoticon in assoluto pare essere stata usata il 12 aprile 1979 da Kevin MacKenzie in una email inviata agli iscritti di MsgGroup (una delle prime BBS via Internet) in cui suggeriva di introdurre un po' di sentimento nei freddi testi dei messaggi; per esempio consigliava di utilizzare un trattino seguito da una parentesi chiusa (cioè "-)") per indicare una linguaccia, ma la sua proposta non ebbe molto seguito.
Le emoticon pubblicate su Puck Quale che sia l'origine delle emoticon, sono entrate ormai nella consuetudine della comunicazione scritta, contribuendo ad arricchire e, perché no, a portare un po’ di calore nei messaggi elettronici, aiutandoci a ricordare che dietro quelle stringhe generate da sequenze di 0 e 1 ci sono pur sempre esseri umani che comunicano.
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