Web 2.0? Non litigare, ci sono le emoticon

Pubblicato: marzo 2008

Quando scrivi a un collega, o a tutto il mondo, usa le “emoticon”. Puoi rendere così più chiara e ricca la comunicazione scritta indicando stati d’animo, emozioni ed evitando incomprensioni tanto nell’ambiente di lavoro quanto sul blog aziendale. Ovviamente senza esagerare...

Un numero sempre maggiore di italiani rientra nella categoria dei “mobile worker”, i lavoratori che si trovano spesso lontano dall’ufficio e utilizzano le tecnologie mobili, quali cellulari, palmari, laptop, per mantenersi in contatto con i colleghi. E visto che il tempo è tiranno e, soprattutto, limitato, sempre più la comunicazione da vocale si fa testuale: sms, mms, messaggistica istantanea, email, blog post... sono tutti mezzi ampiamente utilizzati per comunicare, anche in ambito lavorativo.

Con l'affermarsi del cosiddetto Web 2.0 poi (per una definizione della seconda versione di internet, leggi il bell'articolo di Tim O’Reilly), con gli utenti che da passivi fruitori diventano autori di contenuti, sono sempre più le parole che viaggiano lungo l'autostrada informatica, per esigenze sia ludiche sia lavorative.

Web 2.0


La comunicazione scritta, per esempio con un sms, presenta indubbi vantaggi in termini di immediatezza, oltre a consentire di relazionarsi con più persone simultaneamente. Ma non è tutto oro quel che luccica. Non poter accompagnare le parole con le inflessioni della voce e le espressioni del viso porta a una certa ambiguità, e spesso è difficile capire se il nostro interlocutore sta scherzando o meno, così come percepire l’intensità di un concetto. Capita che una semplice osservazione si trasformi in un severo rimprovero, una battuta di spirito in un’odiosa sottolineatura di una nostra mancanza, e così via. Per ovviare a questa carenza espressiva della comunicazione scritta sono nate le emoticon, ovvero le “faccine” che fanno capolino praticamente in ogni comunicazione elettronica che scriviamo.
La forma di paralinguaggio che chiamiamo emoticon (dall’unione delle parole emotion e icon) altro non è che una sequenza di caratteri, come :) o :-), volta a rappresentare un’espressione facciale o a trasmettere un’emozione.

Emoticons


Ci sono diversi tipi di emoticon, che si differenziano non tanto per il significato, quanto per la loro espressione grafica.
Prendiamo come esempio l'emoticon che indica stupore e vediamo tre modi diversi di rappresentarla:

1.

Emoticon completa ruotata di 90° in senso antiorario = :-O

2.

Emoticon incompleta ruotata di 90° in senso antiorario = :O

3.

Emoticon leggibile in senso verticale anziché orizzontale = O_O

Nel primo caso, gli occhi sono disegnati per mezzo dei due punti, il naso utilizzando il segno algebrico meno e la bocca, spalancata in segno di stupore, è disegnata con la vocale "o" maiuscola. Il secondo coincide con il primo se non per l'omissione del naso. Nel terzo caso invece gli occhi sono disegnati con due "o" maiuscole, mentre la bocca è serrata.

Alcuni esempi

Il numero di emoticon cresce in modo esponenziale ed è ormai raro vedere un sms, un'email, un post su un blog che ne sia privo. Le emoticon classiche restano sempre le migliori, nonché le più conosciute e facilmente riconoscibili. Vediamone qualcuna:

emoticonsignificato

:-)

sorriso, felicità

:-(

infelicità, tristezza

:-/

malumore o indecisione

:-|

confusione, perplessità

;-)

ammiccamento, complicità

:-D

risata, allegria

:-P

scherzo, ironia

:-O

stupore, sorpresa

:-x

mantenere il segreto

:'-(

pianto

>:-)

sorriso diabolico

0:-)

sorriso angelico

Se già non lo fai abitualmente, magari per paura di sembrare poco professionale, prova ad arricchire i tuoi sms o le tue email con le emoticon. Scoprirai che a volte un “:-)” inserito al posto giusto ti risparmia una bella lite con un collega o una sonora lavata di capo dal tuo superiore.

Le emoticon del Sol Levante

In Giappone, il fenomeno emoticon ha subito una “mutazione”: le faccine vengono utilizzate non solo per esprimere emozioni o stati d'animo ma veri e propri concetti, come "sono arrabbiato ma non voglio che si veda", o anche frasi come "prendiamoci una pausa per una sigaretta".
Forse è prematuro per noi occidentali, ma a titolo di curiosità vediamo qualche “verticon” (così dette perché possono essere lette senza dover inclinare il capo orizzontalmente) il cui stile ricalca in parte quello dei fumetti (manga) e dei cartoni animati (anime) giapponesi.

emoticonsignificato

(*^_^*)

sorridere arrossendo

(^_^)V

vittoria

(^-^)b

chiedere se si è d'accordo

(-_-)

essere arrabbiati ma non farlo notare

(>_< )( >_<)

negare energicamente

Un po' di storia

La prima emoticon in assoluto pare essere stata usata il 12 aprile 1979 da Kevin MacKenzie in una email inviata agli iscritti di MsgGroup (una delle prime BBS via Internet) in cui suggeriva di introdurre un po' di sentimento nei freddi testi dei messaggi; per esempio consigliava di utilizzare un trattino seguito da una parentesi chiusa (cioè "-)") per indicare una linguaccia, ma la sua proposta non ebbe molto seguito.
Secondo una ricerca di Mike Jonesun della Carnegie Mellon School of Computer Science del febbraio 2002, la prima emoticon sarebbe stata utilizzata il 19 settembre 1982 in un messaggio apparso in una BBS della Carnegie Mellon University da Scott E. Fahlman per sottolineare l'ironia di una sua frase, poiché spesso un commento umoristico non veniva preso per tale e dava adito a interminabili discussioni. Questa volta la proposta ebbe successo.

Secondo altri, l'emoticon non sarebbe altro che una stilizzazione dello smiley realizzato da Harvey R. Ball e molto di moda negli anni 60 e 70 (una curiosità: l'antenato dell'emoticon era stato commissionato da una compagnia di assicurazioni, come parte di una campagna volta a sollevare il morale dei propri dipendenti).

Smiley


Se procediamo ancora a ritroso nel tempo, vediamo che delle emoticon "tipografiche" sono state pubblicate dalla rivista satirica americana Puck nel lontano 1881.

Emoticon pubblicate su Puck

Le emoticon pubblicate su Puck

Quale che sia l'origine delle emoticon, sono entrate ormai nella consuetudine della comunicazione scritta, contribuendo ad arricchire e, perché no, a portare un po’ di calore nei messaggi elettronici, aiutandoci a ricordare che dietro quelle stringhe generate da sequenze di 0 e 1 ci sono pur sempre esseri umani che comunicano.

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Andrea Rigon

Andrea Rigon
Microsoft PMI portal manager
Microsoft Italia


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