Un segnale della nuova cultura tecnologica che si va affermando è legato al design dei percorsi di navigazione tra i contenuti di un sito. Infatti la home page di un portale non è più il percorso obbligato dal quale si passa per arrivare al contenuto ma, grazie al valore della singola pagina che per esempio Google assegna in modo impietoso (con il proprio sistema di cui fa parte l’algoritmo PageRank) al singolo contenuto, si arriva direttamente dal motore di ricerca, anche se l’informazione si trova sull’ultima foglia dell’albero del sito. In quest’epoca di transizione, proprio grazie al sempre maggiore utilizzo dei tag da parte di chi utilizza la Rete, si stanno affermando le folksonomy (folk significa, in gergo, “amico”), cioè tassonomie e categorizzazioni generate dagli utenti in modo collaborativo. Queste producono percorsi di navigazione dinamici basati su tag, che si vengono a creare sulla base della etichettatura dei contenuti da parte degli utilizzatori delle applicazioni. In pratica una “folksonomia” è una classificazione distribuita, creata dagli individui che, mettendo i tag e gestendoli, di fatto classificano tutto: immagini, video, preferiti, testi e così via, in maniera più “intelligente” rispetto a un qualsiasi software di classificazione automatica dei contenuti. Per esempio nelle tagcloud e le parole chiave (che diventano le categorie) rappresentate con caratteri via via più grandi sono quelle che fanno riferimento a un numero maggiore di etichette aventi quello stesso termine ricercato dagli utenti e quindi maggiormente rilevanti. L’evoluzione che si osserva in questo senso è:
Un uso molto spinto delle folksonomy lo ritroviamo nel social bookmarking. È ragionevole ritenere che i sistemi di categorizzazione e le tassonomie non verranno sostituiti dalle folksonomy. Queste ultime svolgono infatti una funzione complementare di organizzazione delle informazioni in tutti quei casi in cui la categorizzazione e i sistemi formali controllati centralmente non sono efficaci o risultano troppo onerosi, come nel caso dell’organizzazione di immagini e fotografie. Il social bookmarking è la possibilità offerta da applicazioni Web, come del.icio.us o StumbleUpon, di consentire agli utenti di salvare sull'applicazione i propri siti Web preferiti, taggarli e renderli pubblicamente fruibili in un archivio Web ricercabile.
Il taggingI sistemi di tagging applicati alla navigazione si sono diffusi notevolmente sia nell’ambito della realizzazione di siti Web, che nel loro utilizzo quotidiano da parte di chi frequenta la Rete in modo costante.
Questo deriva principalmente dal fatto che a un oggetto può essere attribuito un tag, che può essere di due tipi:
I tag oggettivi, per il fatto che vengono ripetuti e usati da più utenti, creano un’informazione con un elevato valore democratico di riconoscimento di una qualità, un attribuito generalmente condiviso e condivisibile. La corrispondenza tra tag e qualità dell’oggetto taggato è quindi molto probabile che venga considerata corretta anche da chi, facendo ricerche, troverà quel soggetto come risultato di una ricerca per quella determinata parola chiave. Quindi, dalla somma delle classificazioni personali fatte per scopi individuali si ottiene una classificazione collettiva al servizio della community. Nel sedicesimo e diciassettesimo secolo si prendeva a riferimento l’inglese parlato dalla famiglia reale come lo standard di riferimento, l’inglese ideale. ![]() La tagcloud dei tag più popolari di del.icio.us TAG: In partnership con Hoepli Editore
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