Social Network e partecipazione collettiva

Uno schema di analisi della partecipazione sul Web

Pubblicato: maggio 2008

Una moltitudine di piccole partecipazioni contribuisce al successo dei social software, i sistemi online dove si realizzano vere e proprie reti sociali, spesso facendo leva sullo spirito di appartenenza delle community e sul senso di compagnia che si sviluppa tra i partecipanti alla conversazione in Rete.

Il modello di Dion Hinchcliffe è utile a comprendere le diverse componenti della logica della partecipazione. In questo modello le persone possono scegliere di giocare tre differenti ruoli e livelli di partecipazione:

primary participator: partecipanti primari, cioè coloro i quali aggiungono contenuti alla Rete, li modificano e attivamente partecipano alle attività della rete 2.0 con un loro blog, caricando i video e così via. Il fatto che ci siano sempre più persone che si posizionano in questa ruolo è la vera news del Web 2.0;

secondary participator: tendenzialmente sono consumatori, lettori che occasionalmente interagiscono con il Web e alcune applicazioni;

passive user: utenti che si limitano a leggere il Web, senza apporre contributi (nemmeno commenti a notizie, per esempio).

Indicativamente si può ipotizzare un distribuzione su 10 utenti di un rapporto 1-2-7 dove:

1/10 partecipante attivo primario scrive;

2/10 secondari commentano;

7/10 utenti passivi leggono.

Il vero valore del Web 2.0, oltre che dalla novità, è rappresentato dalle applicazioni progettate e realizzate con tecnologie che consentono un uso semplice, piacevole, innovativo, aperto e nell’ambito di una community. Queste applicazioni stanno spingendo gli utenti a diventare da reader passivi a writer attivi, e alla lunga cambieranno il rapporto 1-2-7.

How Web 2.0 works

Illustrazione di Hinchcliffe (Fonte “How Web 2.0 works”, 12/10/2005)

Le applicazioni Web 2.0 possono essere:

basate sul “puro” social networking online, cioè non basate su un contenuto (video, articoli, podcast) ma che rappresentano profili e relazioni tra utenti. Queste fanno del social networking la loro ragione di essere e funzione base;

“contaminazioni”, che sono applicazioni “contenuto e profilo”, cioè incentrate sui contenuti (video, recensioni, foto e così via), ma che dispongono di funzionalità tipiche del social networking online per dare la possibilità di gestire relazioni tra utenti.

Nel primo caso le applicazioni si focalizzano sul concetto di community o attorno a un interesse di socializzazione specifico, come nel caso di Facebook che è la trasposizione Web dell’annuario delle foto degli studenti di college negli Stati Uniti.

MyBlogLog

MyBlogLog, un servizio di “puro” social networking online che non ruota attorno al contenuto (foto, video e così via), è nato semplicemente per far vedere le facce dei lettori di blog agli autori degli stessi. Ovviamente offre (come tanti) la possibilità di costruirsi un network di relazioni e di contatti classificandoli per tipologia.

Facebook

Un esempio di personal profile su Facebook.

Ovviamente, essendo sul Web, il “facebook” ha un valore in più: consente a chi è parte del network di mantenere relazioni nel tempo con i diversi partecipanti e allargare il proprio giro di conoscenze.
Analoghi a Facebook ci sono Classmates.com e Friendster; quest’ultimo si focalizza sul concetto più ampio del network di amicizie.

Siti di networking puro

Antagonisti tra di loro, i siti di networking puro sono in continuo aumento.

Ci sono poi YouthNoise e Omidyar Network (Pierre Omidyar è il fondatore di eBay), che cercano di aggregare giovani e meno giovani creando network attorno a grandi temi come l’AIDS, gli homeless e i problemi più gravi del mondo.

Social networking online

Esempi di come il social networking online possa essere destinato a fini nobili e altruisti di elevazione umana.

Emergono sicuramente tra queste realtà in quanto a successo di pubblico ed economico e a profittabilità:

LinkedIn, il Social Network per colleghi e “business people” di cui parleremo ancora.

I siti di social networking “di Cupido”, cioè i vari Meetic.com, Match.com, Lavalife, AdultFreeFinder.

LinkedIn

LinkedIn fa delle relazioni il proprio slogan oltre che il proprio core business.

Trattando le applicazioni Web 2.0 che sono basate su contenuti ma utilizzano modelli tipici del social networking è possibile citare Digg e StumbleUpon, che consentono agli utenti di dare un voto (un rate) a news, storie, post di blog, siti, e correlare utenti che condividono gusti analoghi.
Slideshare, dove è possibile fare l’upload di una presentazione PowerPoint, è un sito content-based che offre in più funzionalità di gestione di un network di contatti tra chi ha un account.

Slideshare

Slideshare è basato sul concetto di condivisione di slide PowerPoint visualizzabili online, ma offre anche un servizo di gestione di contatti che in qualche modo consente ai propri utenti di fare networking.

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Cos’è il Web 2.0?

Luca Grivet Foiaia - Economista di formazione, Consulente di Business e ICT di professione. Blogger attivo (www.bizmo.it) è collaboratore di iniziative e sperimentazioni di business, media e tecnologiche legate al mondo della rete.
Articolo tratto da:
Luca Grivet Foiaia, Web 2.0 - Guida al nuovo fenomeno della rete, HOEPLI EDITORE, 2007.


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