Social Network e partecipazione collettiva

Come la socialità crea la partecipazione

Pubblicato: maggio 2008

Uno schema di analisi come quello di Hinchcliffe, visto nel paragrafo precedente, può aiutare a visualizzare la partecipazione online, ma per capire il Social Network online non si possono non tenere in considerazione gli aspetti di relazione sociale.

Quella dei sei gradi di separazione è un’ipotesi secondo la quale chiunque può essere messo in relazione con qualunque altra persona al mondo attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. La teoria è del 1929 e diversi esperimenti sono stati fatti utilizzando pacchetti inviati senza indirizzo negli anni ’60 da Stanley Milgram, un gioco nel 1990 o l’email nel 2001. Oggi, più che mai, il social Web è in grado di mettere in relazione individui e aiutare a far toccare con mano una teoria che dà già pratica dimostrazione di sé (poi magari i gradi sono 7, ma poco importa).

LinkedIn

LinkedIn è un’applicazione per il Social Network diffusa in ambito professionale (ICT, Consulting e così via). Con 9 milioni di utenti iscritti e 64 di connessioni personali dirette un utente è raggiungibile al terzo “grado” da quasi un milione di persone.

Il Web 2.0 vede il crearsi di una rete sociale dove si collabora, si condivide e si creano relazioni su una rete che è un layer superiore a quello del network/Web. Una rete sociale, o Social Network, è un gruppo di persone che sono messe in relazione da legami familiari di conoscenza comunque attivi e diretti: in una parola, sociali.

Il termine Social Network può avere nel contesto del Web duplice valenza: in un caso “network” è rete di relazioni sociali e nell’altro senso è “network” come rete Internet che diventa sociale nel momento in cui si attivano processi di relazione basati sui “social software”.

Il Web mette a disposizione strumenti fantastici per chi vuole socializzare e collaborare ed è per sua natura adatto a tali relazioni. Il Web fa da intermediario/interfaccia neutrale/anonimizzatore, e media la relazione tra due soggetti inizialmente sconosciuti. Ecco il motivo per cui funziona benissimo come strumento di relazione.

Esempio di rete sociale

Esempio di rete sociale.

Volendo semplificare, le principali reti sociali sul Web sono di tipo:

amoroso;

professionale;

di amicizia;

di passione/interessi comuni.

In questi sistemi di social networking online tutto ruota intorno al profilo personale, vera rappresentazione di identità Web, corredato dalle informazioni utili per chi lo leggerà.
Il secondo punto di forza di tali sistemi è il concetto di invito e raccomandazione, forma straordinaria di marketing virale che consente a queste iniziative di affermarsi e fare grandi numeri senza spese di promozione e distribuzione mostruose, come invece spesso accade nel mondo reale.

Tipicamente il meccanismo che sempre più spesso le aziende del Web riescono ad attivare (ovviamente non a controllare) è quello del contagio, il passaparola, cioè l’utilizzo del Social Network che origina il già citato network effect, o effetto rete, il circolo virtuoso dell’autosostentamento promozionale che aiuta più di ogni pubblicità e non costa nulla. Queste aziende stanno mettendo a disposizione dei punti d’incontro sul Web che, una volta popolati da una grande community, diventano un luogo irrinunciabile e da frequentare.

Flickr

Un esempio di modulo di invito su Flickr. Non è un semplice invito: è fondamentale per il networking, perché chi è invitato può essere classificato come “friend” o “family” e con diverse relazioni di network ha accesso a quelle foto che non sono pubbliche.

L’effetto rete si applica sia alla partecipazione (nella community, più persone sono presenti e più persone arriveranno per “gravitazione”, “perché i miei amici/colleghi/partner sono lì” e così via) sia alla creazione di contenuti: più “User Generated Content” sono presenti e più contenuti verranno messi a disposizione da altri e nuovi utenti per stile, emulazione e partecipazione.

L’utilità dell’informazione disponibile man mano che cresce come quantità, diventa maggiore con il crescere delle probabilità di trovare quello che si cerca. Se eBay non vendesse molti diversi e strani oggetti, non sarebbe utile agli utenti e pian piano perderebbe quota, per quanto il servizio possa essere ben fatto.

Inoltre sul Web l’effetto tribù è favorito da una serie di fattori:

la condivisione e la distribuzione di informazioni e dati è facile e a costi bassi o nulli (con i CMS, i blog, i wiki);

il coordinamento di un gruppo anche a distanza può contare su strumenti sempre più efficaci (i messenger o gli strumenti collaborativi);

la ricerca di nuovi “adepti” è semplice e naturale (ovviamente usando i tool di social networking).

C’è, alla base di tutto questo, un trend sociale tipico della modernità che si manifesta in una nuova e genuina voglia di partecipazione, condivisione e di relazioni sociali ai quali il Web, con questi strumenti, dà semplicemente una risposta.
Le persone orfane della vita sociale dei paesi, delle piazze, delle vie trovano nei blog e nei social website nuova e diversa compagnia (selezionabile, estendibile a piacimento, affine). Alla fine si creano delle moderne tribù attorno a passioni e interessi che diventano progetti e iniziative o semplici realtà quotidiane condivise, basate su informazioni e collaborazione, dove “l’unione fa la forza”.

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Cos’è il Web 2.0?

Luca Grivet Foiaia - Economista di formazione, Consulente di Business e ICT di professione. Blogger attivo (www.bizmo.it) è collaboratore di iniziative e sperimentazioni di business, media e tecnologiche legate al mondo della rete.
Articolo tratto da:
Luca Grivet Foiaia, Web 2.0 - Guida al nuovo fenomeno della rete, HOEPLI EDITORE, 2007.


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