
Idc ha svolto una recente rilevazione sulla penetrazione degli strumenti di virtualizzazione nelle aziende italiane. Il campione non è molto grande, ma trattandosi di 105 imprese medio grandi si può dire che sicuramente sono rappresentative delle poche migliaia di aziende di tali dimensioni. Ebbene, ben il 52,4% del campione ha implementato progetti di virtualizzazione dei server; il 3,8% è nella fase di implementazione. Insomma, chi sta già calcolando i vantaggi della virtualizzazione dei server è oltre il 56%. Un totale che cresce di un altro 5,7% contando le aziende che nel corso dell'anno, anno e mezzo prossimo, contano di mettere in piedi progetti di virtualizzazione.
Solamente un 38,1% non ha ancora preso in considerazione questa soluzione tecnologica.
Una cifra che è comunque troppo alta a fronte degli enormi vantaggi dovuti alla riduzione dei costi, alla maggior efficienza, alla duttilità che la virtualizzazione fornisce. Molto probabilmente, però, tale risposta scettica non dipende da una scelta strategica ma solamente dal fatto che un cambio architetturale viene considerato meno prioritario di altri progetti.
Il principale vantaggio percepito è la riduzione dei costi di implementazione e mantenimento: il 48% delle aziende cita questa voce.
Un altro 40% di coloro che hanno risposto giudica come vantaggio prioritario la semplificazione nella gestione dei server.
Più in dettaglio, chi pensa ai costi, nell'88% dei casi cita l'importanza del risparmio energetico.
Una miracolosa quanto improvvisa sensibilità ecologica determinata dall'aumento delle bollette che ha portato in evidenza questo genere di costi, invisibili fino a pochi anni fa. Meglio tardi che mai.
Oltre al risparmio energetico, c'è un 87% degli intervistati di Idc che sottolinea la semplificazione operativa come il fattore vincente della virtualizzazione dei server: la flessibilità nella gestione e nella capacità di rispondere più rapidamente al mutare della domanda dei clienti interni aziendali.
Infine l'83% dei manager che dicono sì alla virtualizzazione lo giustificano col vantaggio fornito per i progetti di Business Continuity.
Fabio Rizzotto, capo progetto della ricerca Idc Italia, sottolinea questo ampliarsi dello spettro di motivazioni: "La virtualizzazione non viene più vista in funzione della riduzione dei costi ma anche per migliorare le prestazioni, la produttività, per rendere più efficienti le politiche di business continuity. Insomma la virtualizzazione acquisisce un ruolo più strategico per l'IT aziendale". Prova di questa new wave è certamente l'utilizzo della virtualizzazione per le applicazioni mission critical in ben il 41% dei casi.
Molto interessanti sono anche le motivazioni di coloro che hanno deciso di non adottare la virtualizzazione.
Le loro spiegazioni sono ancorate alle modeste dimensioni aziendali: le ridotte necessità IT sarebbero tali da non giustificare investimenti per la virtualizzazione.
Le aziende di dimensioni più grandi, per le quali tali spiegazioni non potrebbero valere, motivano l'atteggiamento di attesa con la difficoltà di percepire e misurare i benefici reali che potrebbero derivarne, la mancanza di competenze interne per fare questo salto architetturale, la percezione che la tecnologia di virtualizzazione non sia ancora matura e stabile.
D'altro canto vi sono in effetti dei rischi di sottoutilizzazione degli strumenti di virtualizzazione, se nel passaggio a soluzioni virtuali non si cambiano contemporaneamente anche gli strumenti che aiutano a tenere sotto controllo i nuovi ambienti.
Se le metriche e gli strumenti sono i medesimi usati fino allora per controllare i server fisici ovviamente c'è rischio di non spremere il massimo dell'efficienza dalle nuove soluzioni. Passare ai server virtualizzati, alla virtualizzazione dei client, del network o della infrastruttura di memorizzazione dei dati richiede una valutazione e un ripensamento dell'intera architettura.
Con una garanzia che, caso raro nell'IT, è una certezza: conviene.
In un recente convegno sui vantaggi della virtualizzazione, Antonio Romano, general manager Italia e Spagna di Idc, ha sottolineato così il proprio entusiasmo: "E' la seconda volta che mi capita nella vita. Dopo il System36 d'Ibm, più di venti anni fa, che lo accendevi e funzionava, ora con la virtualizzazione siamo di fronte a una tecnologia informatica che funziona immediatamente e, soprattutto, mantiene ciò che promette: fa veramente risparmiare un sacco di soldi".
Con alcune piccole avvertenze: tanto più grandi sono i vantaggi quanto più ponderata è la strategia d'implementazione e l'adozione di tutte le soluzioni che rendono più efficiente l'IT aziendale.
Con qualche approssimazione nei numeri, possiamo sintetizzare qui i vantaggi della virtualizzazione.
| • | Un ordine di grandezza di server in meno. Con Windows Server 2008 e la virtualizzazione consentita da Hyper-V, che è compreso nel sistema operativo, nella generalità dei casi il numero complessivo dei server fisici si riduce almeno a un quarto se non, in molti casi, di un ordine di grandezza: 10 server al posto di 100, insomma. |
| • | Energia elettrica ridotta di pari ordine di grandezza. Quanti meno sono i server da alimentare tanto più si risparmia corrente elettrica. Anzi si risparmia di più perché le nuove generazioni di server utilizzano di per sé tecnologie di raffreddamento e di gestione della CPU e della memoria progettati per consumare meno energia dei server anche di una sola generazione fa. |
| • | Chilogrammi di CO2 ridotti di un ordine di grandezza. Tanto diminuisce il numero dei server quanto si riduce il consumo di energia e altrettanto diminuiscono i chilogrammi di biossido di carbonio rilasciato nell'ambiente. |
| • | Meno ingombro. Un rack che fa le veci di un centinaio di server dipartimentali è un grosso risparmio anche in termini di spazio occupato e quindi di minori costi di affitto, ottimizzazione degli ambienti, minori costi di coibentazione e climatizzazione. |
| • | Gestione semplificata. Tenere sotto controllo e con un colpo d'occhio tutto il network e le applicazioni che stanno girando, compressi in un numero minore di apparati da alimentare e guardare, è molto più semplice ed efficiente. |
| • | Rapidità nel montare ambienti applicativi. Questa caratteristica, molto probabilmente, è quella più apprezzata dai gestori dei datacenter: grazie a System Center Virtual Machine Manager 2008 si passa dalle ore necessarie per spegnere, montare e cambiare ambiente applicativo, ad appena pochi minuti. Anzi, il rischio che oggi molti datacenter corrono è di fare uno spreco della duttilità permessa da Un ordine di grandezza di server in meno. Con Windows Server 2008 con Hyper-V perché si finisce per montare un server a ogni richiesta dell'utente e lasciarlo inutilmente montato anche quando non più utilizzato. E' il rischio delle soluzioni troppo facili, insomma, che può generare uno spreco se non sono gestiti con automatismi e controlli opportuni. |
| • | Ottimizzazione del numero delle licenze. Con Windows Server 2008 sono incluse i diritti di licenze per istanze virtuali, da una per la versione Standard a illimitate per la Datacenter (quattro istanze virtuali per la versione Enterprise). Attraverso poi la licenza Server Management Suite Enterprise, con una licenza per ogni server fisico è possibile utilizzare tutti i prodotti della famiglia System Center per gestire tutte le istanze virtuali in esecuzione sul server. In questo modo è possibile anche ottimizzare l’investimento nel software Microsoft. |
| • | Ambiente di gestione trasparente e interoperabile. E' un fatto rimarchevole e che merita d'essere sottolineato: nell'ambiente di gestione Microsoft, le soluzioni di virtualizzazione Microsoft e VMware sono integrate in modo del tutto trasparente. Con System Center si ha un unico supervisore che permette di controllare l'intero network dei server, dei client, la loro gestione e cura con la pianificazione dei backup sia che si trattino di macchine e sistemi fisici o virtuali, che siano Microsoft o di terze parti. |
Per convincersi se è il caso di mettere in campo un progetto di virtualizzazione dei server, dei desktop, dello storage, conviene far prima due conti.
Microsoft ha reso disponibili tre strumenti, scaricabili gratuitamente: il primo consente consente di fare una valutazione dell'esistente e di quanto migliorerebbero le cose con la virtualizzazione. Il secondo strumento aiuta a calcolare il risparmio in termini energetici, mentre il terzo tool permette di stimare il ritorno dall’investimento negli strumenti di virtualizzazione.
Microsoft Assessment and Planning (MAP) Solution Accelerator traccia una mappa dello stato dei server, della loro efficienza e prestazione, dalla quale è possibile trarre un report con i suggerimenti per ottimizzare con la virtualizzazione e con il dimensionamento ottimale del server. Se si scopre, per esempio, che nella rete vi sono dei server che vengono utilizzati solo per il 5% delle loro capacità, è facile concludere che sono questi quelli che prima di altri possono essere fisicamente sacrificati e più opportunamente gestiti in una macchina virtuale mediante Hyper-V.
Una volta ipotizzata la riduzione e il numero di server sacrificabili, si può utilizzare Microsoft HyperGreen Tool, che tramuta i dati in corrente elettrica e in quantitativo di CO2 equivalente che saranno risparmiati.
Infine, Microsoft Integrated Virtualization ROI Calculator aiuta a verificare il ritorno economico di un progetto di virtualizzazione.