La Biblioteca Ambrosiana, una delle principali istituzioni culturali in Italia e di grande rilevanza a livello internazionale, si conferma ancora una volta all’avanguardia nel campo dell’utilizzo delle nuove tecnologie a sostegno della conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e artistico del nostro Paese. La Biblioteca milanese infatti sta portando avanti ormai da anni importanti progetti di digitalizzazione, sia dei cataloghi sia delle stesse opere, e nelle scorse settimane ha realizzato in collaborazione con Microsoft Italia un progetto pilota mirato alla gestione avanzata dei propri beni digitali e alla standardizzazione delle modalità di accesso ai documenti, sviluppato attraverso l’adozione dello standard internazionale per formati documentali Ecma 376 Office OpenXML.
Sul sito della Biblioteca Ambrosiana (www.ambrosiana.it) da oggi è possibile visualizzare le schede informative dei dipinti esposti presso la Pinacoteca sotto forma di documenti in formato Office OpenXML, quindi accessibili ad esempio attraverso Microsoft Word, ma anche con qualsiasi altra applicazione che supporti il formato aperto. I documenti contengono sia l’immagine dell’opera che informazioni di catalogo rilevanti. Le funzioni del sito consentiranno a breve anche di aggregare informazioni selettive sulle opere e scaricarle sul proprio dispositivo digitale, sia esso un PC, un palmare o uno smartphone. In questo modo, un visitatore ha la possibilità di creare una propria guida digitale personalizzata che può portare con sé per usufruirne durante la visita alla Biblioteca.
Ad oggi l’intervento di standardizzazione del patrimonio documentale ha riguardato solo le opere della Pinacoteca Ambrosiana, ma presto potrebbe essere esteso e diventare operativo su tutto il patrimonio attualmente catalogato.
“Nel mondo dei beni culturali – ha affermato Carlo Iantorno, coordinatore dei programmi di responsabilità sociale di Microsoft Italia, che includono i progetti di digitalizzazione per la cultura e le arti – vedremo presto delle applicazioni intese a migliorare l’esperienza del visitatore e dello studioso. Non possiamo però dimenticare il patrimonio digitale esistente e il modo in cui esso viene conservato, fruito e goduto da milioni di persone, che desiderano semplicità, tecnologie familiari e possibilità di usufruire dei documenti sui dispositivi digitali in loro possesso, senza distinzione di forma o grandezza. È importante, inoltre, avere soluzioni aperte a tutti, giovani, adulti, senior, persone diversamente abili, perché il digitale nell’arte serve proprio a diffondere cultura senza barriere, quindi anche verso persone che non hanno la possibilità o volontà di imparare nuove applicazioni o tecnologie informatiche sofisticate”.
Secondo don Francesco Braschi, Dottore e Pro-Segretario Generale della Biblioteca Ambrosiana, le problematiche di conservazione, fruizione e interoperabilità sono “aspetti che ci richiamano alla nostra storia: come una volta il latino era la lingua franca degli studiosi di tutto il mondo (e in Ambrosiana ne abbiamo innumerevoli prove), così anche oggi è necessario che vi siano linguaggi aperti e fruibili al massimo grado”. “L’Office OpenXML – continua Don Braschi – costituisce una soluzione intelligente ed equilibrata, se guardiamo alla situazione attuale relativamente a diffusione e fruibilità dei programmi, ma anche e soprattutto in relazione ai potenziali di sviluppo futuro. Nello stesso tempo, la flessibilità del formato Office OpenXML relativamente ai diversi tipi di dispositivi da cui può essere supportato è per noi un aspetto di sicuro interesse, pensando anche alle applicazioni che ci stanno a cuore e che vorremmo implementare – anche con l’aiuto di Microsoft – nei prossimi anni”.
Come le opere d’arte reali, infatti, anche le opere d’arte in formato digitale hanno bisogno di essere “conservate”. L’obiettivo di questo impegno che vede coinvolti assieme Biblioteca Ambrosiana e Microsoft è far sì che che le informazioni digitali possano essere fruibili anche fra anni o decenni. In questo modo gli sforzi e gli investimenti non debbono essere ripetuti nel futuro. È per questo che è importante poter memorizzare le opere d’arte in formati che rispettino precisi criteri: essere pubblici, cioè disponibili, liberamente e gratuitamente realizzabili da chiunque; aperti, ovvero utilizzabili a prescindere da una determinata piattaforma; standard, quindi posseduti, sviluppati e mantenuti da organismi internazionali riconosciuti dalla comunità tecnico-scientifica che rappresentano il mercato nella sua interezza e che ne garantiscono l’evoluzione nel tempo. Infine devono essere semplici da fruire e familiari ai più, rendendo sempre più agevole la consultazione delle ricchezze culturali e artistiche delle opere conservate.
Lo standard aperto Office OpenXML
Oltre a essere uno standard aperto, in quanto adottato da Ecma International (European Computer Manufacturers Association, ente di standardizzazione con sede a Ginevra che ha sviluppato centinaia di standard tecnologici internazionali nei suoi 46 anni di vita), l’Office OpenXML è particolarmente adatto al mondo dei beni culturali per le sue caratteristiche di compatibilità con miliardi di documenti già esistenti e con le applicazioni di fatto più diffuse tra gli utenti di PC. Quando nel 2006 Microsoft ha cominciato a partecipare allo sforzo di standardizzazione condotto da Ecma International attraverso un’apposita commissione tecnica (composta, tra i tanti soggetti, anche da istituzioni di primo piano nel campo dell’archiviazione documentale come la British Library e la U.S. Library of Congress), l’obiettivo era proprio quello: sviluppare uno standard documentale aperto e pubblicamente disponibile che avesse la capacità di rappresentare appieno tutte le informazioni riposte nei miliardi di documenti che sono stati realizzati nel passato e in quelli che saranno creati nel futuro, e soprattutto di garantire l’accesso in modo trasparente alle stesse.