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Serie Microsoft Security sotto i riflettori: guida alla Cyber Resilience

Una copertina blu scuro con la scritta bianca “Microsoft Security Cyber Resilience Guide”.

Panoramica

Quando un singolo allarme può mettere a repentaglio l'intera attività aziendale, la resilienza informatica può fare la differenza tra una crisi e un ripristino sotto controllo. Immagina questo: un’e-mail apparentemente legittima supera i filtri, un utente fa clic e l’utente malintenzionato ottiene un punto d’appoggio. In un’organizzazione resiliente, quel momento attiva un playbook collaudato (contenimento, comunicazioni e ripristino) in modo che l’attività continui ad essere operativa. Per altri, può essere l’inizio di una corsa contro il tempo.

Questa guida ripensa la sicurezza, passando da una logica “blocca ogni attacco” a un approccio “prepara, rispondi e recupera”, fondato sul NIST Cybersecurity Framework e arricchito dalle lezioni concrete emerse dalla Secure Future Initiative di Microsoft (SFI) e dalle esperienze dei clienti.

L’evoluzione del panorama delle minacce

Queste statistiche del Report sulla difesa digitale Microsoft 2025 evidenziano alcune delle vie di compromissione più comuni:

  • Il 28% delle violazioni inizia con phishing o social engineering, mentre un ulteriore 18% è legato a risorse web non aggiornate.
  • Il tasso di clic (CTR) raggiunto attualmente dal phishing basato sull'intelligenza artificiale è pari al 54%.
  • Il 33% degli incidenti esaminati da Microsoft riguardava casi di estorsione.

La resilienza informatica non è solo una sfida tecnica, ma anche una sfida organizzativa.

Un framework per il percorso: NIST Cybersecurity Lifecycle

Il NIST Cybersecurity Framework offre un percorso per aiutare le organizzazioni a definire una strategia chiara e strutturata, incentrata su cinque funzioni: identificare, proteggere, rilevare, rispondere e recuperare, con la governance a fare da elemento portante.

  • Identificare: sapere cosa è presente nel proprio ambiente aziendale e cosa conta davvero, così da gestire il rischio per sistemi, persone, asset e dati. 
  • Proteggere: implementare misure di protezione per prevenire un evento di cybersecurity o limitarne l’impatto.
  • Rilevare: adottare un approccio basato sul presupposto di una compromissione, in linea con i principi Zero Trust, e mettere in campo strumenti e processi per identificare rapidamente anomalie, violazioni e altri eventi di cybersecurity.
  • Rispondere: definire e mettere in pratica un playbook per la gestione degli incidenti. Ruoli ben definiti, avvisi mirati e una gestione centralizzata delle vulnerabilità possono accelerare il contenimento.
  • Recuperare: disporre di strategie solide per riportare rapidamente l’attività alla piena operatività. Esegui operazioni di ripristino da backup verificati e immutabili e da procedure di ripristino convalidate: in questo modo tornerai online in poche ore, anziché in giorni.
Una forma circolare verde con testo nero che elenca IDENTIFY, RECOVER, RESPOND, PROTECT e DETECT.
NIST Cybersecurity Framework, che illustra le cinque funzioni: Identify, Protect, Detect, Respond e Recover, con al centro la funzione "Govern".

Dalla strategia all’azione

Una volta definita la strategia di cyber resilience, questi passaggi aiutano a metterla in pratica:

  • Preparare: costruire un team interfunzionale per la resilienza con rappresentanti di sicurezza, IT, legale, comunicazione, finanza e delle principali business unit. Definire i ruoli, approvare preventivamente le competenze decisionali, definire i percorsi di escalation e stabilire canali di comunicazione alternativi e modelli di messaggi per le parti interessate.
  • Proteggere: applicare i principi fondamentali del modello Zero Trust: verificare in modo esplicito tramite un’autenticazione multifattoriale resistente al phishing, utilizzare l’accesso con privilegi minimi e partire dal presupposto che il sistema sia stato compromesso.
  • Rispondere: mettere alla prova il playbook di cyber resilience per verificare che funzioni. Esercitarsi con simulazioni realistiche e esercitazioni pratiche. Coinvolgere anche i team non tecnici nella verifica dei flussi di lavoro manuali. Documentare le lezioni apprese nei report post-azione e procedere per iterazioni.
  • Rispondere & recuperare quando si verifica un incidente, utilizzare il playbook con le procedure di comunicazione e di contenimento predefinite. Dare priorità al ripristino delle funzioni critiche dai backup, verificrea l'integrità e aggiornare il playbook sulla base di quanto appreso.

Trasforma la resilienza in un vantaggio competitivo

La cyber resilience non è un’iniziativa una tantum, ma un percorso continuo. Dando pari importanza alla preparazione e al ripristino, le organizzazioni possono affrontare con maggiore sicurezza l’attuale panorama delle minacce in continua evoluzione e trasformare la resilienza in un vantaggio competitivo.

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