Banca di Forlì: Private e Public Cloud per le esigenze dei dipartimenti dell’IT e del Business

Data di pubblicazione: 2013

Una banca a sostegno del territorioTop

Forlì è una città orgogliosa che nel corso della sua storia più volte fu libero Comune. Diceva Guido Piovene che Forlì e la sua provincia sono il cuore della Romagna. L’antica Forum Livii, che festeggia 22 secoli di vita, è sede di una banca di credito cooperativo, nata nel 1971 come Cassa Rurale ed Artigiana di Forlì con la fusione di due storici istituti: la Cassa Rurale ed Artigiana di San Varano e la Cassa Rurale ed Artigiana di Malmissole, entrambi risalenti ai primi del novecento. Dopo la costituzione in banca di credito cooperativo, nel 1996, oggi la Banca di Forlì annovera ventidue filiali nei Comuni di Forlì, Predappio, Meldola, Castrocaro Terme-Terra del Sole, Galeata, Santa Sofia e periferia di Ravenna. I valori di riferimento attingono a un mix di dinamicità imprenditoriale, capacità innovativa e promozione della persona umana.
La banca è protagonista dell’economia della provincia forlivese e nell’ultimo triennio ha erogato prestiti per cento quaranta milioni di euro, operando accantonamenti complessivi per circa venti milioni: cifre che testimoniano la vicinanza dell’istituto alla vita economica della comunità. Anche i sistemi informativi della banca hanno vissuto una stagione di impegno senza precedenti, caratterizzata dalla contrazione dei budget e da richieste di maggior affidabilità e copertura del servizio. Mauro Pontara condivide con il responsabile CED Renzo Conficoni e con uno “smart team” di quattro professionisti il compito di gestire i sistemi informativi della banca. “Se vogliamo continuare a erogare i servizi IT migliorando la qualità a fronte di un numero di filiali in aumento dobbiamo lavorare sulla necessità di ottimizzare e rendere più performante l’infrastruttura IT che abbiamo a disposizione”, spiega Pontara. “Per aumentare le nostre capacità e i servizi erogati abbiamo puntato sulla virtualizzazione e sulla cloud”.

Virtualizzare per crescereTop

L’avvio del progetto di virtualizzazione risale al novembre del 2010, con il passaggio da un ambiente distribuito su una quindicina di server fisici a una configurazione Private cloud basata su Microsoft Hyper-V. Il nuovo data center di Banca di Forlì nasce quindi con cinque server e una Storage Area Network su cui sono eseguite oggi oltre trenta virtual machine che ospitano tutti i servizi dipartimentali della banca: dai file server ai database SQL, dallo SharePoint al fax server, dal sito Web ai domain controller. Fanno eccezione i sistemi core bancari, ospitati presso un centro servizi su piattaforma legacy. I sistemi girano su sistema operativo Windows Server 2008 R2 Datacenter Edition. “Abbiamo scelto la Datacenter Edition perché è in grado di gestire carichi di lavoro che richiedono i massimi livelli di scalabilità, affidabilità e disponibilità”, spiega Pontara. “Dal punto di vista del licensing, inoltre, questa versione ci consente di creare nuove macchine virtuali assicurando automaticamente la copertura delle licenze”.

Perché Microsoft e non VMware?Top

Pontara riconduce la preferenza della banca per la soluzione di virtualizzazione Microsoft a motivazioni di carattere economico e tecnico. “Abbiamo calcolato che le licenze per un ambiente virtualizzato con tecnologia VMware avrebbero comportato un investimento più oneroso che con Hyper-V”, ricorda Pontara. “Inoltre avremmo dovuto cercare soluzioni di monitoring, management e backup che si integrassero con questa tecnologia: un percorso che si mostrava complesso e laborioso. Con Microsoft abbiamo scelto la semplicità e l’integrazione”. La banca conserva così gli strumenti di gestione e monitoraggio che già possedeva, Microsoft System Center Operation Manager, Virtual Machine Manager e Data Protection Manager e si prepara a passare alla nuova versione del software approfittando della disponibilità (nel quadro del contratto di licensing della banca per questi sistemi) di Software Assurance, la modalità di licensing che assicura il diritto di installare l’ultima versione del software Microsoft, non appena questa viene rilasciata.

La posta nella nuvolaTop

La Banca di Forlì usava un sistema di messaggistica basato su Lotus Notes, che veniva erogato attraverso client Outlook e Outlook Express. Il sistema, per come era configurato, erogava solamente il servizio di posta elettronica: niente calendario, niente address list globali, per non parlare della necessità di accedere al sistema di posta elettronica con identificativo e password aggiuntivi rispetto a quelli necessari per accedere al PC. L’integrazione con i dispositivi mobili dava problemi di duplicazione dei messaggi e non sempre era disponibile. La migrazione a un nuovo sistema era sentita come una necessità ineludibile, ma era stata rimandata a causa dei costi di un nuovo server dedicato, sia in termini di investimento iniziale sia di manutenzione. “Quando abbiamo saputo della disponibilità di una soluzione cloud per la messaggistica, che richiedeva un investimento iniziale bassissimo e un canone per casella di posta, senza la necessità di alcuna manutenzione, abbiamo sottoscritto il contratto senza esitazioni e oggi siamo molto soddisfatti”, ricorda Pontara. La Banca ha affidato il progetto di migrazione di 180 caselle di posta a Cortis Lentini, Microsoft Gold Certified Partner specializzato nelle soluzioni cloud. Dopo un periodo di analisi approfondito i tempi di realizzazione sono stati rapidi e in poco più di una settimana le nuove caselle erano operative.

Tranquilli per i prossimi anniTop

Oggi la Banca di Forlì sta accentrando tutti i servizi dipartimentali che utilizza sulla Private cloud costruita con Microsoft Hyper-V Server e Microsoft System Center. Anche le oltre venti filiali accedono ai sistemi cloud in modalità terminal server e non esistono più applicativi locali. “A volte in passato le nostre previsioni di scalabilità sono state superate dall’obsolescenza dei sistemi”, ricorda Pontara. “La virtual farm che abbiamo costruito con tecnologia Microsoft ci offre la sicurezza che non dobbiamo più acquistare altro hardware né prevedere l’acquisizione di nuove licenze software. Dopo oltre due anni abbiamo ancora un margine di crescita di più della metà della potenza di calcolo disponibile e nelle nostre previsioni questo datacenter sarà in grado di gestire tutto il business della banca per altri cinque anni, tranquillamente”. Un altro aspetto da non trascurare, soprattutto per una banca, è l’alta affidabilità dei servizi erogati, che la banca otteneva creando una ridondanza nei sistemi, ma raddoppiando così i costi di hardware e software. “Il problema di creare una ridondanza fisica dei sistemi è ora un ricordo, grazie all’affidabilità di Hyper-V e della funzione Live Migration”, spiega Pontara. ”Non parliamo delle attività di test dei sistemi: con la virtualizzazione realizziamo risparmi notevolissimi perché basta creare un’istanza virtuale e caricare i sistemi da testare”.

La posta cloud costa meno dei sistemi legacyTop

Se per i sistemi dipartimentali è prevalsa una logica Private cloud, per la messaggistica la banca punta sulla Public cloud. Microsoft Exchange Online, incluso in Microsoft Office 365, ha offerto agli utenti l’esperienza dell’interfaccia Outlook Web Access (OWA) che permette di accedere alla propria mailbox Exchange via web. Per gli utenti della banca, soprattutto per chi utilizzava Outlook Express, è stata una positiva scoperta, sia per la disponibilità di nuove funzioni di collaboration, come i calendari e gli elenchi telefonici condivisi, sia per la possibilità di fissare incontri o di accedere alla posta anche fuori ufficio. Il nuovo server di posta è meglio integrato del precedente anche con i dispositivi mobili. “Con Exchange online le persone della banca stanno usando la posta elettronica aziendale come uno strumento a valore aggiunto che, oltre all’e-mail, offre molte funzioni utili per il loro lavoro e molti sono stati entusiasti di poter usare i loro dispositivi personali, come i tablet, per accedere alla propria mailbox”, commenta Pontara. “Ci siamo resi conto che con Microsoft Office 365 la posta elettronica cloud costa meno che con i sistemi legacy su Lotus Notes on premise e ha caratteristiche, in termini di esperienza, disponibilità, sicurezza e affidabilità che in precedenza non sempre riuscivamo a ottenere in egual misura”.
“Per noi dei sistemi informativi è una grande soddisfazione aver realizzato con la virtualizzazione e la cloud un’infrastruttura affidabile e scalabile al servizio del business della banca”, conclude Pontara. “I vantaggi di questa architettura sono tali e tanti che chi passa alla virtualizzazione e al Private cloud non torna più indietro: noi abbiamo scelto di fare questo passaggio con tecnologia Microsoft”.


Il cliente

"Abbiamo calcolato che le licenze per un ambiente virtualizzato con tecnologia VMware avrebbero comportato un investimento più oneroso che con Hyper-V. Inoltre avremmo dovuto cercare soluzioni di monitoring, management e backup che si integrassero con questa tecnologia: un percorso che si mostrava complesso e laborioso. Con Microsoft abbiamo scelto la semplicità e l’integrazione"

Mauro Pontara, Sistemi informativi – Banca di Forlì

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